
BIO
Francesco Di Cristofaro è musicista, ricercatore e produttore, la cui attività si colloca all’incrocio tra musiche tradizionali, sperimentazione contemporanea e produzione sonora. Il suo lavoro integra pratiche acustiche ed elettroniche, con una particolare attenzione ai processi di trasmissione e reinterpretazione dei repertori di tradizione orale.
Inizia giovanissimo lo studio del pianoforte e della fisarmonica, conseguendo il diploma in Pianoforte presso l’ABRSM (Associated Board of the Royal Schools of Music). Parallelamente si laurea in “Tradizioni Musicali Extraeuropee ad indirizzo indologico” presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza e in “Musica elettronica – Produzione musicale e discografica” presso il Conservatorio “N. Sala” di Benevento. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in “Musicologia e beni musicali” presso l’Università di Roma Tor Vergata.
Nel 2009 è tra i fondatori del progetto Brigan, con cui porta avanti un’intensa attività concertistica internazionale e un lavoro di ricerca sui repertori tradizionali del Mediterraneo.
Nel 2019 pubblica per l’etichetta DaVinci Classics un disco di piano solo dedicato al compositore ed etnomusicologo armeno Vardapet Komitas. Nel 2021 collabora con il regista armeno Hrachya Sargsyan alla realizzazione delle musiche per il mediometraggio sperimentale Exodus in Three Parts, dedicato alla diaspora armena
Attualmente è polistrumentista al fianco di Peppe Barra, Flo, Massimo Ferrante. e degoya Ha inoltre collaborato con Nino D’Angelo, ’E Zezi, Vinicio Capossela, Lino Cannavacciulo, Cesare Basile, Nour Eddine Fatty, Andrea Sannino, Barbara Buonaiuto, Evì Evan, Moni Ovadia, Juri Camisasca, Eliseo Parra, Marzouk Mejri, Mbarka Ben Taleb, Caterina Pontrandolfo, La Mescla ed Ensemble Calixtinus. Ha preso parte a oltre 40 produzioni discografiche e si è esibito in numerosi contesti internazionali tra Europa, Asia, Africa e America Latina.
Nel 2019 fonda e dirige l’etichetta discografica Liburia Records.

Ha suonato in numerosi eventi e festival internazionali, tra cui:
Punjabi University Patiala (India), Asia World Music Festival (Cina), Elbphilharmonie (Amburgo), Théâtre National Algérien (Algeria), Jacob’s Ladder Festival (Israele), Festival Intercéltico de Sendim (Portogallo), Neukölln Folk Festival (Berlino, Germania), Teatro Campoamor (Oviedo, Spagna), University Church of St Mary (Oxford), Teatro El Albeitar (León, Spagna), Théâtre Régional d’Oran (Algeria), Mera World Music Festival (Cluj, Romania), Teatro Afundación (Vigo, Spagna), Sala Galileo Galilei (Madrid), St. Gallus Festival (Svizzera), Festival TradinEtno (Pazin, Croazia), Festival Biradosnamorados (Braga, Portogallo), La Notte della Taranta, Aspenizas Folk Festival (Spagna), San Mateo Festival (Oviedo), Auditorium Parco della Musica (Roma), Celtic Transylvania Festival (Romania), Le Delirium (Avignone, Francia), Forum Universale delle Culture (Napoli), Festival delle Tradizioni (Vicenza), Ethnos Festival (Napoli), Festival dell’Arpa Viggianese, Festival Pifferi, Muse e Zampogne (Arezzo), Paleariza Festival, Festival della Zampogna di Scapoli, Mercantia, La Ghironda (Ostuni), Borgosonoro (Longiano), Festival di Voci e di Suoni (Caprarola), Mediterraneo Insieme (Nardò), JoggiAvant Folk, Festival del Cedro, Coreutica (San Vito dei Normanni), Ernica Etnica (Veroli), Breental Celtic Festival, Teatro del Sale (Firenze), Teatro San Genesio (Roma), Teatro Aperto (Verona), Teatro Civico (Caserta), Teatro Bolivar (Napoli), Teatro Ghirelli (Salerno), Teatro Tor Bella Monaca (Roma), Teatro del Lido di Ostia, Teatro Comunale di Vicenza, Teatro Monteverdi di Cremona, Napoli Teatro Festival, Auditorium Castel Sant’Elmo (Napoli), Fairylands Celtic Festival (Roma), Premio Andrea Parodi (Cagliari), Premio Bianca d’Aponte, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Pastorizia in Festival, Francigena Folk Festival, Istituto De Martino (Sesto Fiorentino), Archivi della Resistenza (Fosdinovo), Fortezza di Castrocaro, Oh!Festivà (Ravenna), Ambasciata Italiana di Santiago del Cile, Ambasciata Italiana di Montevideo (Uruguay) e Istituto Italiano di Cultura di Oslo.